Tuesday 27 july

A reflection that starts from the heart of Ernesto Olivero, founder of Sermig, to the heart of those inspired by the spirituality of the Fraternity of Hope. To try to live the Presence of God in the events that come to us every day, always in a key of hope.

The style is that of a family, which also wants to open up to those who connect to the site. As happens when the family meets, the questions are addressed in simple, affectionate language; sometimes transpires suffering, sometimes joy, sometimes irony, but always to look upwards.


Phrase to be meditated during the day: L'impegno per la pace

Rule of the day


Amati, amiamo

La prima comunità cristiana,
benvoluta da tutti,
aveva Gesù al centro della propria vita.
Quando l’incontro con Gesù
diventa incontro «a tu per tu»,
i nostri occhi vedono con i suoi occhi,
il suo cuore diventa il nostro
e così anche il suo amore.
Dio è amore
e noi possiamo essere suo riflesso
perché abitati da Lui,
perché Lo scegliamo c on tutto il cuore,
con tutte le forze, specialmente
quando ci sentiamo poveri, peccatori,
non compresi o scartati,
quando nessuno
si ricorda di noi.
Gesù ci ha amati per primo,
ci ha amati fino alla croce,
mistero d’amore che sconfigge il male.
Amati, amiamo.
Ci inginocchiamo davanti all'uomo solo,
povero, sofferente, oppresso,
per amarlo con il cuore paterno
e materno di Dio,
per accompagnarlo, se lo desidera,
verso l’incontro con il suo amore.

«Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri» (1Gv 4,7-11).


Commento di Rosanna Tabasso     Commento di Mons.Pollano







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