Thursday 21 january

A reflection that starts from the heart of Ernesto Olivero, founder of Sermig, to the heart of those inspired by the spirituality of the Fraternity of Hope. To try to live the Presence of God in the events that come to us every day, always in a key of hope.

The style is that of a family, which also wants to open up to those who connect to the site. As happens when the family meets, the questions are addressed in simple, affectionate language; sometimes transpires suffering, sometimes joy, sometimes irony, but always to look upwards.


Phrase to be meditated during the day: La gratitudine nel cuore

Rule of the day


Fraternità della Speranza

Avvicinandoti a noi
troverai giovani, coppie di sposi e famiglie,
donne e uomini consacrati a Dio,
che vivono insieme la Fraternità
e il suo carisma.
Tra noi siamo diversi
per età e per stato di vita,
ma tutti affidiamo totalmente
la nostra vita a Dio
seguendo Gesù con piena fedeltà,
chi nel matrimonio "sacramento dell'amore",
chi con una totale consacrazione,
chi nel sacerdozio,
e ci impegniamo ad imitarLo
nella povertà, nella castità, nell'obbedienza.
Siamo nel mondo
con il cuore abitato da Dio.
Viviamo tutti del nostro lavoro
rispettando la chiamata di ognuno;
sappiamo tutti, e ce ne rallegriamo,
che nulla ci appartiene
e tutto ci è dato
per essere condiviso e restituito.
Abbiamo in comune il tempo della preghiera,
del servizio, del lavoro,
della formazione permanente
e l’impegno di non trascurarli mai.
Riconosciamo la Parola come nostro fondamento
e la Chiesa come maestra per vivere nel mondo,
senza essere del mondo.
Non ricerchiamo potere e privilegi,
siamo a servizio con umiltà
sapendo stare all'ultimo posto come al primo.
Cerchiamo di far incontrare Dio
ad ogni persona che ci avvicina,
in ogni momento,
con un comportamento buono,
modesto, nascosto.
Persone povere e buone,
semplici e sincere,
persone che tentano di essere
un pezzo di pane che tutti possono mangiare,
persone che non ostentano il loro Signore
ma Lo vivono.
Accogliamo con gioia i talenti
di cui il Signore ci ha arricchiti
mettendoli a servizio gratuitamente
dove ci è richiesto.
Tra noi ci chiamiamo «amici»,
ricordando la parola di Gesù
che ai suoi ha detto:
«Non vi chiamo più servi, ma amici».
Ci sentiamo custodi gli uni degli altri
e vigiliamo gli uni sul dono degli altri
perchè non sia rovinato dai raggiri del "mondo".
E quando qualcuno di noi 
attraversa un momento di difficoltà,
tutti lo sosteniamo, nella discrezione,
con affetto e preghiera.
Ci sentiamo custodi, in modo particolare,
dei nostri figli, la cui educazione
pur nell'autonomia di ogni famiglia
è responsabilità di tutti noi.
Testimoniamo loro Dio
che abbiamo incontrato,
senza prediche ma con l'esempio della vita,
con la disponibilità al perdono
e sapendo rendere conto
della speranza che vive in noi.

Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non c i sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti»
(1Cor 1,26-27).

Commento di Rosanna Tabasso     Commento di Mons.Pollano







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