La Pace Conviene

Destinatari del progetto

Classi di scuola secondaria di secondo grado. È adatto anche a ragazzi diversamente abili (la struttura è priva di barriere architettoniche) e a gruppi scolastici anche numerosi.

Motivazione del progetto

Dal 1983, anno in cui il Sermig è entrato per la prima volta nell’ex arsenale militare di Torino, i giovani hanno iniziato a frequentarlo contribuendo alla ristrutturazione  e alla trasformazione in Arsenale della Pace diventato così il luogo dove mettersi a servizio ma anche dove trovare ascolto e risposta alla ricerca della loro vita. 

A partire da questa esperienza concreta il Sermig ha messo i giovani al centro individuando in essi i primi destinatari della proposta formativa, in quanto sono proprio i giovani i più feriti dalla povertà del nostro tempo, fatta di disinteresse, di sfiducia verso se stessi e gli altri, di ripiegamento su se stessi. L’obiettivo è aiutarli a crescere nella responsabilità, nella progettualità, nel senso di appartenenza ad una comunità più ampia, come il territorio, la nazione, il mondo intero.

Si è costruito così, con i giovani stessi, un percorso di crescita basato su:

un lavoro su se stessi, che restituisce valore assoluto alla persona (io valgo perché sono, non perché ho-faccio-so), rende consapevoli delle proprie potenzialità, aiuta ad entrare nell’equilibrio di tutto il proprio essere, con la convinzione che il mondo cambia se si comincia a cambiare in prima persona;

la proposta di un impegno concreto e coerente nelle realtà in cui vivono, che sia il mondo della scuola, le associazioni, la parrocchia o altri ambiti aggregativi (il quartiere, il paese, la città) condotto sempre con spirito di servizio. Il Sermig si propone come un laboratorio, nel quale sperimentare possibili stili di vita solidali e d’impegno replicabili dai giovani nella loro realtà di provenienza;

uno sguardo aperto sul mondo, per imparare a guardarlo come la casa comune dell’unica famiglia umana; riconoscere che le differenze di cultura, di religione, se rispettate, diventano una ricchezza. Le situazioni di difficoltà vissute da alcuni popoli interpellano, chiedono commozione che si concretizza in aiuti concreti, attività umanitarie e impegno per capire le radici dell’odio e delle ingiustizia e proporre una nuova mentalità, basata sulla riconciliazione e il perdono.

Questi principi sono alla base della proposta che rivolgiamo anche agli studenti delle scuole, con intensità e linguaggi diversi in base ai gruppi, secondo i seguenti obiettivi:

  1. Permettere ai gruppi classe di approfondire i valori che hanno trasformato la fabbrica in Arsenale della Pace (accoglienza, restituzione, reciprocità, dialogo, apertura al mondo, pace…) declinandoli come impegni personali validi in ogni epoca.
  2. Risvegliare nei giovani la voglia di responsabilità personale e di partecipazione attiva perché la storia passa dalle azioni di ciascuno, ieri come oggi; far loro sperimentare che con le proprie scelte personali si può contribuire ad affrontare i grandi problemi di oggi, superando il senso d’impotenza e di difficoltà che li rende estranei ed indifferenti, distaccati dalla realtà.
  3. Crescere nella gestione delle proprie emozioni ed entrare in contatto con gli stati d’animo degli altri attraverso le testimonianze e le storie di tanti uomini e donne che hanno fatto la storia dell’Arsenale. Dare gli strumenti per leggere con guardo critico e consapevole la realtà e le logiche che la animano.
  4. Attualizzare il vissuto della guerra per scoprire il dramma degli ultimi di oggi, un’occasione per riconoscere nelle differenze di cultura, di provenienza e religione, una ricchezza. La commozione può diventare una chiave di cambiamento e aiuto concreto per capire le radici dell’odio e delle ingiustizie e abbracciare una nuova mentalità di pace. L’unica garanzia perché le atrocità del passato e del presente non si ripetano più.
  5. Aiutare i giovani a trovare il senso della vita e a (ri)scoprire il valore della giovinezza.

Articolazione del progetto: contenuti e tempi

L’esperienza all’Arsenale della Pace consente ai ragazzi di:

·     approfondire alcune delle sfide del nostro tempo;

·     partecipare alle attività attraverso un coinvolgimento attivo e personale;

·     relazionarsi con ragazzi della propria età con cui condividere momenti di riflessione, progettualità e impegno.

 

Il progetto prevede un incontro della durata di circa 3 ore  presso l’Arsenale della Pace in data da concordare, secondo le fasce di età, che si articola in:

·       Visita guidata iniziale: l’Arsenale della Pace sorge sui ruderi della vecchia fabbrica di armi di Torino che ha costruito gli armamenti per la Prima Guerra Mondiale. Camminando lungo viali di questo luogo si entra in contatto con la sua storia e si vedono da vicino le sue attività. Si presenta ai ragazzi il percorso con il quale un piccolo gruppo di giovani senza grandi risorse è arrivato a dar vita all’esperienza dell’Arsenale della Pace, che offre ogni giorno ascolto e aiuto concreto a migliaia di persone in Italia e nel Mondo, e si mostrano le sue principali attività.

Warld: giochi di ruolo e simulazioni che permettono agli studenti di interagire in prima persona, di immergersi nel contesto della guerra e allargare lo sguardo sul mondo per fare esperienza delle ingiustizie che oggi minano la pace nella nostra società e riflettere sull’utilizzo delle risorse che ognuno di noi ha a disposizione. L’incontro offre spunti di riflessione su alcune delle principali sfide del nostro tempo utilizzando musica, video, testimonianze ecc.

Preparazione:

Per favorire il coinvolgimento personale dei ragazzi si propone di preparare l’esperienza con una raccolta di generi di prima necessità che saranno poi utilizzati per la realizzazione di spedizioni umanitarie. Segnaliamo in particolare la necessità di alimenti a lunga conservazione (alimenti per bambini, farine latte, riso, carne in scatola, tonno, legumi secchi, farina, scatolame, biscotti, sale, zucchero, olio in latta).

 

Proponiamo anche la lettura di uno dei libri che raccontano l’avventura del Sermig:

- Ernesto Olivero, Giovani, patrimonio dell’umanità, Cittadella Editrice;

- Ernesto Olivero, Dio non guarda l’orologio, Ed. Priuli & Verlucca.

- CD Laboratorio del Suono, L’amore resiste.

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