Tecnology: Studies and Applications

Giorgio Ceragioli, insegnante alla facoltà di Architetura di Torino, fu maestro del Sermig fin dalle sue origini nel cercare soluzioni per lo sviluppo, che fossero sostenibili e che potessero impiegare tutta la migliore scienza e tecnologia disponibile per eliminare la fame nel mondo. 

Qui di seguito, prima di presentarvi le schede di alcuni studi e realizzazioni scientifiche e tecnologiche del nostro gruppo Re.Te, raccogliamo una sintesi di alcune sue riflessioni, che hanno sempre accompagnato il nostro "metodo" di lavoro e di intervento. Come cappello introduttivo vi invitiamo a leggere un suo articolo uscito sulla nostra Rivista Nuovo Progetto "La speranza tecnologica". Alcune riflessioni:

  • Usare tutta l'esperienza dei secoli, e accedere a tutta la tecnologia,a tutta la scienza del presente: non per competere nella corsa ai consumi, ma per raggiungere soglie alte di sviluppo umano.
  • L'incontro di tecnologie vecchissime e poverissime con quelle nuove e scientificizzate (il computer e la bicicletta) è una speranza per risolvere tanti problemi dei più poveri.
  • Non si può pensare che esista una soluzione e una sola; una tecnologia e una sola. Le tecnologie appropriate (anche intermedie, anche semplici, anche povere) sono il nostro futuro.
  • Con l’aiuto della tecnologia possiamo sperare di espandere la vita, la coscienza, l’amore, la verità, senza paure drammatiche per la sopravvivenza, nella tranquillità di poter dare pane a tutti, dignità umana a tutti.
  • La rivoluzione informatica potrebbe trasformare i paesi in via di sviluppo senza bisogno che passino attraverso l’industrializzazione e le difficoltà di quel processo di sviluppo... È possibile, se lo si vuole, il salto direttamente da uno sviluppo preindustriale ad uno post industriale.
  • Bisogna aver fiducia nell’uomo e nel suo strumento, la tecnologia: bisogna usarla fino in fondo; bisogna studiare e faticare per piegarla ad usi di pace e non di guerra, di sviluppo e non di sfruttamento.
  • La “ rivoluzione culturale “ deve interessare innanzitutto le volontà: volontà di limitare i consumi perché senza questa volontà anche i microcomputer saranno incapaci di dar da mangiare a tutti; volontà di distribuire equamente i beni a disposizione perché altrimenti anche i robot serviranno per sfruttare la povera gente e non per aiutarla nello sviluppo; volontà di usare la tecnologia, capirla, piegarla al servizio delle reali esigenze dell’uomo, per espandere nel mondo – anche con il suo aiuto – la vita che è coscienza, ricerca della verità e amore.
  • Lo spreco è un consumo inutile di energia (che, in termini poco comprensibili, corrisponde ad un "aumento non finalizzato di entropia ").
  • Ho voglia di partecipare alla "rivoluzione dei piccoli": con loro, tutti insieme, piccoli e modesti come siamo. Ho il timore che, alla prima salitella, questa voglia mi scappi. Vorrei l'aiuto di una scala mobile. Ma, forse, può bastare una corda che ci leghi in molti assieme: quando uno è stanco, altri dieci tirano e ciascuno può superare la salita per lui difficile. E' questo lo strumento più importante della rivoluzione dei piccoli.
  • È questa una delle ricchezze del mondo. Ed è questo uno dei compiti più importanti per l’uomo. Usare tutto quello che ha a disposizione per finalizzarlo al bene suo e degli altri uomini. Scoprire e saper scegliere, di volta in volta, le cose che meglio servono in quel caso, le tecnologie che sono più appropriate.
  • La rivalutazione del lavoro manuale è, di nuovo forse stranamente, un’altra prospettiva della nuova società,prospettiva che le nuove tecnologie ci permettono di presentare come positiva e da ricercare. 
  • Proprio per questo la scuola può diventare il canale privilegiato per la rivalutazione del lavoro manuale, per portare proposte di sostegno ad una trasformazione culturale che ristabilisca rapporti di giustizia e che recuperi la dimensione creativa ed educativa del lavoro manuale realizzabile.
  • Due sono i nodi fondamentali per lo sviluppo scientifico: la voglia di sapere e la capacità di scegliere.
  • Le parole “soggiogate la terra” hanno un’immensa portata. Esse indicano tutte le risorse che la terra (e indirettamente il mondo visibile) nasconde in sé, e che, mediante l’attività cosciente dell’uomo, possono essere scoperte e da lui opportunamente usate.
  • Questa è l’alternativa per il futuro. Non contenere la vita per rispettare i presunti limiti delle risorse del sistema solare ma usare la tecnologia par mettere a servizio dell’uomo, della coscienza, della vita, dell’amore ogni grammo di minerale, ogni molecola di energia, ogni capacità intellettuale. Questa è la speranza per il futuro: non essere dominati dalla tecnologia ma dominarla a favore dell’uomo.

Sulla scorta di queste riflessioni, potete trovare in queste pagine alcuni studi e alcune applicazioni tecnologiche che il gruppo ReTe del Sermig ha sviluppato, testato e diffuso negli anni a favore dello Sviluppo. Sostenibile e Possibile. 


Potabilizzatore ad osmosi inversa


Raccolta, selezione e spedizione farmaci


Lampade di "Aladino" (fotovoltaiche)


Recuperare acqua dove non c'è


Sanificazione ambientie materiali tramite ozono


Pompe e pompaggi


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